La Casa per la Pace, sede storica del movimento a Tavarnuzze
1954 – oggi

La nostra storia

Settant’anni di cammino: dalle crociate di preghiera degli anni Cinquanta alle Marce della Pace, dall’obiezione di coscienza a Sarajevo, fino alle campagne di oggi.

Le origini

1954

Le origini

In Italia Pax Christi nasce nel 1954, per desiderio di monsignor Montini della Segreteria di Stato Vaticana; monsignor Vallainc fu incaricato di seguirne i primi passi come segretario nazionale.

Il primo presidente fu monsignor Carlo Rossi, vescovo di Biella, in carica fino al 1959. Dal 1959 al 1968 la presidenza nazionale passò a monsignor Mario Ismaele Castellano, arcivescovo di Siena.

1956

Preghiera e convegni

Nei primi anni l’impegno del movimento fu quello di «responsabilizzare i cattolici italiani in crociate di preghiera per la pace nel mondo» e di divulgare l’insegnamento della Chiesa sulla pace.

Si organizzarono convegni nazionali a Vicenza nel 1956 — presente il cardinal Roncalli — e poi ad Assisi, Pisa, Savona, Bergamo, insieme a marce e route regionali e internazionali.

1964

Dopo la Pacem in Terris

L’impostazione iniziale era prevalentemente spirituale, ma dopo la promulgazione della Pacem in Terris e l’avvento del Concilio Vaticano II, Pax Christi fu quasi «costretta» ad allargare il proprio campo d’azione.

Nel 1964 la route internazionale sul tema dell’enciclica si tenne in Piemonte. Il movimento era sviluppato soprattutto al Nord, con gruppi anche a Roma, Firenze e Siena.

Gli anni Settanta

1968

La contestazione e la prima Marcia

Con monsignor Luigi Bettazzi, vescovo di Ivrea, alla presidenza, anche Pax Christi è attraversata dalla contestazione: i giovani chiedono un impegno più concreto e profetico. Lo Statuto viene messo in discussione e abolito; alcuni gruppi si sciolgono e si riparte con ottanta aderenti.

Il 31 dicembre 1968 nasce la prima Marcia di Capodanno a Sotto il Monte, 23 chilometri sotto il titolo «La pace non è americana, come non è russa, romana o cinese; la pace vera è Cristo» (padre David Maria Turoldo).

1969–70

L’obiezione di coscienza

Inizia uno studio più approfondito e un’azione più decisa in favore dell’obiezione di coscienza al servizio militare.

Il tema attraversa due marce della pace: a Peschiera nel 1969, con un sit-in davanti al carcere dove erano detenuti i primi obiettori, e a Filetto, in Abruzzo, nel 1970.

1973

Il Congresso di Bologna

Cessa la fase spontaneistica e riparte l’impegno organizzativo: si approva definitivamente lo Statuto, si riconfermano consiglio nazionale e segreteria, si stabilisce una quota minima di adesione.

I punti di riferimento restano la Pacem in Terris e il Concilio Vaticano II. Nello stesso anno l’Italia è chiamata a preparare la III Assemblea mondiale dei cristiani solidali con Vietnam, Laos e Cambogia, che si terrà a Torino.

1974

Diritti umani e cappellani militari

La sezione italiana solidarizza e sostiene economicamente il vicariato di solidarietà del Cile, e si impegna per i diritti umani in America Latina, Vietnam, Spagna.

Si apre la discussione sul ruolo dei cappellani militari: un tema che accompagnerà il movimento per decenni, tra lettere aperte, seminari e pubblicazioni.

1978

Bettazzi a Pax Christi International

Monsignor Bettazzi diventa presidente di Pax Christi International. Il Consiglio Direttivo chiede al Vaticano di istituire un vicariato di solidarietà in Argentina, ma la richiesta viene respinta.

Lo statuto internazionale consente di accogliere membri corrispondenti là dove le dittature impediscono di lavorare: così entrano nel movimento le Madri di Plaza de Mayo e, in seguito, Marianela García Villas.

Gli anni Ottanta

1982

Il manifesto sul disarmo all’ONU

All’inizio degli anni Ottanta si prepara il manifesto sul disarmo, presentato nel 1982 all’ONU da monsignor Hélder Câmara.

Con le Marce di Capodanno in Italia — Varese, Brescia, San Benedetto del Tronto — parte la campagna contro la produzione bellica e il commercio delle armi. Dallo slogan si passa allo studio e all’impegno.

1983

Marianela e il Premio UNESCO

Marianela García Villas, fondatrice della Commissione per i diritti umani del Salvador e collaboratrice di monsignor Oscar Romero, viene catturata il 13 marzo 1983 mentre documenta l’uso di armi chimiche, e assassinata il 16 marzo.

Monsignor Bettazzi ne tiene la commemorazione ufficiale in Campidoglio, alla presenza del presidente Pertini. Nello stesso anno Pax Christi International riceve il Premio UNESCO per l’educazione alla pace.

1985

Arriva don Tonino Bello

Dal 1985 don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, è presidente nazionale e leader carismatico non solo di Pax Christi, ma di tutto il movimento pacifista italiano.

Negli incontri con i politici per la legge sul commercio delle armi don Tonino parla del sogno di Isaia e scrive la lettera aperta agli operai dell’industria bellica.

1987

«Puglia arca di pace e non di guerra»

È del 1987 l’impegno contro l’installazione dei poligoni di tiro nelle Murge.

Don Tonino invita i vescovi della provincia di Bari a scrivere il documento «Puglia arca di pace e non di guerra», e subito dopo coinvolge tutta la Conferenza Episcopale Pugliese contro gli F-16 di Gioia del Colle.

Gli anni Novanta

1990

Nasce Mosaico di Pace

La realtà della disoccupazione e l’impegno per i giovani portano don Tonino a costituire la cooperativa «La Meridiana», cui affida la stampa del bollettino di Pax Christi.

Nel settembre del 1990 il bollettino compie un salto di qualità e diventa Mosaico di Pace, rivista mensile al servizio della «convivialità delle differenze».

Sempre nel 1990 il cartello «Contro i mercanti di morte» porta all’approvazione della Legge 185 sul controllo democratico del commercio di armi italiane.

1991

La Guerra del Golfo e la Casa per la Pace

La Guerra del Golfo è un momento di grande solitudine per monsignor Bello e monsignor Bettazzi, ma anche di gratificazione per il coinvolgimento di tantissimi gruppi e di tanta gente contro la guerra.

Tra il 1990 e il 1991 viene sistemata e inaugurata la Casa per la Pace di Firenze, dove nasce anche il Centro Studi Economico e Sociale per la Pace.

1992

Sarajevo

Don Tonino Bello propone di andare come nonviolenti a Sarajevo: nonostante la ripresa della malattia, volle essere presente.

La Marcia di Capodanno del 31 dicembre 1992 costituì di fatto l’addio a don Tonino: moltissima gente volle stringersi attorno a lui per dirgli grazie. Morirà il 20 aprile 1993, a 58 anni.

1994

L’eredità

Monsignor Diego Bona, vescovo di Saluzzo, raccoglie la ricca e pesante eredità nel 1994. Coadiuvato da don Antonio Dell’Olio come segretario nazionale, guida il movimento alle soglie del terzo millennio.

Sono anni difficili per i movimenti pacifisti e di solidarietà, segnati dalla cosiddetta «caduta degli ideali».

Dal 2000 a oggi

2003–2009

Verso i territori

Presidente del movimento è don Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara; coordinatore nazionale dal 2005 al 2009 è don Fabio Corazzina, del Punto Pace di Brescia.

In questi anni l’attività si orienta verso un sempre maggiore coinvolgimento dei Punti Pace nelle campagne nazionali, in collaborazione con realtà come Libera e la Tavola della Pace.

2009–2015

La presidenza Giudici

Don Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, viene nominato presidente nel novembre del 2009 e resta in carica fino al 2015, quando — in pieno secondo mandato — è costretto a dimettersi per motivi di salute.

Oggi

Una pace disarmata e disarmante

L’attuale presidente è monsignor Giovanni Ricchiuti. Nel corso della sua presidenza Pax Christi ha definitivamente acquisito la proprietà della Casa per la Pace di Tavarnuzze.

Il movimento continua il proprio cammino tra campagne di disarmo, presenza in Terra Santa, educazione alla pace e proposte concrete come «Un’altra difesa è possibile».

Il bollettino di Pax Christi è stato il collegamento tra quanti già condividevano ideali e programmi e quanti si avvicinavano a questi temi per la prima volta. Dal 1990, per desiderio di don Tonino, è diventato Mosaico di Pace.
Dalla storia del movimento
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0Legge sulle armi, 1990